CONAI  ha stabilito durante l’ultimo Consiglio d’amministrazione una nuova  diminuzione del contributo ambientale  (o CAC) per gli imballaggi in acciaio, alluminio, carta, plastica e vetro.

Le riduzioni saranno in vigore dal 1° luglio 2022.

CONAI: nuove riduzioni dei contributi ambientali per acciaio, alluminio, carta, plastica e vetro

Fare social selling non vuol dire vendere su LinkedIn o con i social, ma posizionare correttamente l’azienda e i dipendenti, usare le relative reti per trovare contatti in target: i lead. Il terzo incontro ha quindi questi obiettivi: espandere la rete dei contatti, fare prospecting, fare social
selling, contattare potenziali clienti e, in generale, risultare “attrattivi”.

Nuovi studi scientifici hanno evidenziato come le persone prendano decisioni, spesso condizionate da impulsi emotivi e, soprattutto, da errori di valutazione. Il corso esplora questi studi e propone tecniche finalizzate a costruire una comunicazione online persuasiva ed efficace, sempre etica.
Il corso prevede molti esempi e momenti pratici, per creare contenuti che parlino a entrambi i cervelli (emozionale e razionale) grazie al metodo originale O.P.E.R.A., ideato dal docente.

LinkedIn, Facebook, Instagram, YouTube e gli altri nuovi canali di comunicazione, così come il blog, possono essere usati sia come social network, per fare rete, che come social media, per comunicare e pubblicare contenuti. Qual è il canale che fa al caso dell’associato ACIS? Come usarlo in modo strategico? Come si crea un piano editoriale efficace? Come si gestiscono le relazioni con i clienti?
Queste sono alcune delle domande che troveranno risposta durante il corso, che vive anche alcuni momenti di esercitazione pratica.

Associazione Cis vi augura buone vacanze.

I nostri uffici resteranno chiusi dal 5 al 23 agosto comresi.

Le prime due date della nostra nuova Academy sono state un successo. La sessione del 24 maggio - dedicata alla formazione manageriale - ha visto la partecipazione di 46 persone in rappresentanza di 24 aziende; la sessione del 7 giugno - dedicata alla formazione tecnica - ha avuto 65 partecipanti in rappresentanza di 24 aziende.

Le attività di formazione continueranno nell'autunno - sempre a Bologna - con le seguenti date:

Formazione manageriale (Federico Coppola):

- venerdì 11 ottobre

- venerdì 8 novembre

Formazione tecnica (Stefano Romanò):

- venerdì 25 ottobre

- venerdì 22 novembre

 

 

 

Il 26 giugno, ACIS ha incontrato gli scatolifici del Veneto a Silea per presentare l'Associazione, gli obiettivi e i progetti 2018. Le aziende della zona hanno accolto l'invito di ACIS, a testimonianza di interesse verso la nostra Associazione e le sue attività.  

ACIS ha firmato una convenzione con il Centro Qualità della Carta di Lucca, che che prevede condizioni vantaggiose riservate agli Associati nell'Area della formazione, sulle prove di laboratorio e sui servizi di taratura. I dettagli sono disponibili presso la segreteria ACIS. 

Lo scorso luglio, una delegazione ACIS guidata dal Presidente Riccardo Cavicchioli ha visitato le Marche. Gli obiettivi erano diversi: da un lato, continuare a fare crescere l'Associazione, dall'altro incontrare gli Associati di un territorio duramente messo alla prova dai recenti terremoti. Sono stati due giorni intensi di iniziative, con una cena per presentare Acis agli scatolifici non associati di Marche e Abruzzo e una serie di visite agli Associati, che hanno consentito di comprendere più da vicino le specificità di una Regione che ha saputo rimboccarsi le maniche e ripartire tra le mille difficoltà del sisma. Un grande esempio di forza per tutte le nostre aziende.

 

 

ACIS ha visitato il Centro Qualità della Carta di Lucca, polo di eccellenza nel settore cartario in Italia. Tra i principali obiettivi dell'incontro lo sviluppo di sinergie in tema di formazione, uno dei focus 2017 di ACIS. 

Il 15 giugno, ACIS ha incontrato gli scatolifici della Toscana a Villa Sonnino (San Miniato, Pisa) per presentare l'Associazione, gli obiettivi e i progetti 2017. Numerose aziende della zona hanno accolto l'invito di ACIS, a testimonianza di interesse verso la nostra Associazione e le sue attività.  

er il secondo anno consecutivo, ACIS ha collaborato con la Scuola d'Infanzia Giolitti di Cinisello Balsamo fornendo scatole di cartone di tutte le misure per una serie di attività creative e per il gioco. Sotto la guida delle maestre, i bambini hanno trasformato le scatole in oggetti fantasiosi, colorati e divertenti.

La gallery completa dei lavori è disponibile su https://www.facebook.com/associazioneitalianascatolifici/

Andrea Cornelli, Presidente dell'Associazione Italiana Scatolifici, ha rilasciato un'intervista a BiMag, il magazine online dedicato al business delle imprese italiane, raccontando tutti gli aspetti che caratterizzano le aziende associate.
Tra i tanti temi che sono stati trattati troviamo l'utilizzo della tecnologia, la responsabilità sociale d'impresa e le peculiarità che differenziano gli scatolifici italiani dalle grandi multinazionali europee, come la personalizzazione del prodotto finale: tutti valori che hanno permesso di uscire dal periodo di crisi causato dal calo drammatico dei consumi e della concorrenza poco leale dei produttori integrati che hanno sfruttato il vuoto normativo legato alla definizione dei costi del cartone ondulato e alla creazione di un capitolato carte adeguato alle nuove tecnologie.
Ora, come rassicura Andrea Cornelli, “grazie all'azione dell'Associazione, stiamo finalmente raggiungendo obiettivi utili a rendere il mercato nuovamente competitivo, sostenibile e profittevole”.

Per leggere l'intervista completa: http://bit.ly/2ceSyOk

Stavolta non si tratterà di carta o cartone ma... la prossima volta che buttate per terra una bottiglia, ricordatevi di questo video: https://www.youtube.com/watch?v=TsfcEoeNY74. Si intitola “A Bottle's Odyssey”, ovvero l'odissea di una bottiglia, ed è stato realizzato dal Programma Ambientale delle Nazioni Unite per sensibilizzare sul tema del riciclo dei rifiuti. 

Il cartone di Pizza Hut si trasforma in giradischi!

Pizza Hut sembra puntare sempre più sul suo packaging per distinguersi dai competitor: dopo il cartone che si trasforma in videoproiettore, la catena di ristorazione statunitense ha creato una scatola che si trasforma in giradischi, da utilizzare in abbinamento con smartphone, tablet o computer via Bluetooth per creare la musica perfetta per un pizza party.

Il DJ pizza box è stato creato in collaborazione con Novalia e funziona grazie a dei circuiti stampati. Include funzioni di controllo del volume e del tempo, un mixer completo e, sì, si può anche scratchare.

Questo gioiellino di cardboard technology è stato però creato in edizione super limitata: sono infatti stati prodotti solo 5 esemplari, che i clienti di Pizza Hut possono aggiudicarsi consumando un pasto presso uno dei punti vendita selezionati in UK.

 Per gli amanti dei gadget, potrebbe essere un'occasione davvero ghiotta e di forte richiamo.

Fonte: http://www.ninjamarketing.it/2016/08/30/il-cartone-per-la-pizza-di-pizza-hut-si-trasforma-in-giradischi/

L'Associazione CIS augura a tutti voi un buon rientro dalle vacanze! 

Oggi vi proponiamo un nuovo "Do It Yourself"! Scopriamo insieme, grazie al canale You Tube "SsVersion DIY", come riciclare scatole di cartone per costruire pratici contenitori shabby chic, dal tocco vintage.

Ecco il link diretto al video: https://www.youtube.com/watch?v=nI0vlXxLoN4

Anche quest'anno torna l'evento più pazzo e colorato dell'estate: “Fai la differenza, c'è la Re Boat Roma Race”. 


La Re Boat Roma Race - Trofeo EUROMA 2 - la prima regata in Italia di imbarcazioni costruite interamente con materiali riciclati, sta prendendo forma giorno dopo giorno. Tante sono già le imbarcazioni iscritte pronte a sfidarsi a settembre 2016, nella “regata più eco-sportiva” sulle acque del Lago dell'Eur di Roma.
 
Chi vuole partecipare con i bambini e i ragazzi dei propri centri estivi/sportivi; chi si sente una famiglia sportiva, unita e socialmente attiva; chi da sempre con gli amici affronta le sfide più pazze e divertenti; chi si sente una classe affiatata e vuole dimostrarlo alle insegnanti; chi fa parte di un'associazione sportiva e vuole provare la forza del gruppo; chi si sente staff vincente in un'azienda di successo; chi vuole coinvolgere, aggregare e motivare i ragazzi con disagio e disabilità; chi si sente redazione giornalistica “molto competitiva”… chiunque può creare il proprio "green team", costruire un'imbarcazione riciclata e partecipare alla VII edizione della Re Boat Roma Race, una gara in cui dare spazio al miglior design, alla più originale e colorata personalizzazione e all'idea più geniale sulla trazione a impatto zero. Capacità di problem solving, creatività, forte intesa e grande unione tra l'equipaggio; comunicazione, collaborazione, clima di fiducia e rispetto tra i compagni di squadra saranno le doti vincenti.
 

Per maggiori info: http://www.regatariciclata.it

Non si tratta propriamente di un materiale per uso domestico, eppure a tutti può capitare di avere in casa occasionalmente del cartone da imballaggio, anche grazie agli acquisti fatti su Internet che per comodità o mancanza di tempo sono ormai diventati molto comuni. E delle scatole con cui vi arriva la merce cosa ne fate? La risposta dovreste già conoscerla... Bravi! Si riciclano creativamente! 

Il cartone da imballaggio è una varietà di cartone ondulato ed è, appunto, costituito da uno o più strati di cartone ondulato alternati a strati di carta craft. Poichè quanto più alto è il numero degli strati, tanto più resistente ne risulterà l'imballo, per distinguere i vari tipi di scatola si fa riferimento proprio al numero di livelli in cartone ondulato con cui sono prodotte: si parla così di scatole a onda singola, a doppia onda a tripla onda...

Per le attività di riciclo creativo possono tornare utili tutti i tipi di cartone da imballaggio, decidendo di volta in volta qual è il più indicato: dovendo ad esempio rinforzare la copertina di un album impiegheremo la doppia o tripla onda rivestendola di carta da scrapbooking.

Ma il cartone da imballaggio può servire anche in tutte le occasioni in cui ci occorre creare un effetto tridimensionale: basterà qualche pezzetto di cartone fissato con colla roller.

Quelli appena segnalati sono impieghi in cui il cartone da imballaggio resta nascosto ma esso può anche essere lasciato a vista e usato a scopo decorativo! In questo caso è meglio privilegiare il cartone a onda singola privandolo di uno degli strati superficiali di carta, in modo da scoprire l'ondulazione sottostante.​

In conclusione, il cartone da imballaggio, materiale decisamente povero, proprio in quanto tale, ci offre maggiori possibilità d'interpretazione rispetto ad altri prodotti più pregiati creati apposta per il papercrafting. Sta a noi, quindi, dare libero sfogo alla fantasia perchè ci suggerisca come impiegarlo! 

Fonte: http://guidapapercraft.blogspot.it/2016/06/da-non-buttare-assolutamente.html

CSR: in Italia oltre 1,2 miliardi di euro di investimenti.

Presentato al Ministero dello Sviluppo Economico il VII Rapporto di indagine sull'impegno sociale delle aziende in Italia a cura dell'Osservatorio Socialis in collaborazione con Baxter, FS Italiane, Prioritalia e Terna.

La rilevazione statistica 2016 sulla responsabilità sociale d'impresa (#RapportoCSR7) presenta dati record, estremamente significativi poiché direttamente correlati al valore che le aziende danno ai temi della CSR (Corporate Social Responsibility). Sono i dati percentualmente più elevati  degli ultimi 15 anni: l'80% delle imprese italiane con oltre 80/100 dipendenti dichiara di impegnarsi in iniziative di CSR, per un investimento globale che ha raggiunto la cifra record (dal 2001 anno in cui si iniziò a monitorare il fenomeno) di 1 miliardo e 122 milioni di euro nel 2015.

"È stato necessario molto tempo, ma oggi possiamo dire di essere davvero in presenza di una vera e propria inversione di tendenza ­- ha affermato Roberto Orsi, direttore dell'Osservatorio Socialis - i cui effetti saranno ancor più evidenti tra pochi mesi, quando l'Italia recepirà la Direttiva UE 95/2014 che impegna le imprese di grandi dimensioni e imprese che costituiscono enti di interesse pubblico, a rendicontare anche le informazioni di carattere non finanziario. Un cambio di passo significativo, che premierà chi sarà in grado di integrare i comportamenti socialmente responsabili con l'organizzazione aziendale".

La CSR da strumento accessorio e poco considerato sembra dunque essere diventata un valore essenziale per le imprese. Coinvolgimento dei dipendenti, attenzione all'ambiente, lotta agli sprechi, ottimizzazione dei consumi energetici e ciclo dei rifiuti: questi i terreni di maggiore impegno dichiarati dalle aziende impegnate in CSR.

"Lavorare per le generazioni future e creare valore dal punto di vista sociale e ambientale è la base del nostro impegno nella sostenibilità. Un fil rouge che guida la politica di Baxter in tema di Corporate social responsibility e che rappresenta un pilastro fondamentale dell'attività dell'azienda. La responsabilità verso le generazione future – spiega Giorgio Cicco, Direttore Risorse Umane South Europe Baxter - è un punto centrale nella declinazione delle nostre attività in ambito CSR. Da anni portiamo avanti un percorso che si fonda sulla formazione dei giovani, sul loro inserimento nel mondo del lavoro, sulla loro crescita all'interno di un contesto aziendale multinazionale e infine, non meno importante, sul confronto interno cosicché il loro punto di vista contribuisca al continuo miglioramento del nostro lavoro".

"FS Italiane ha superato il confine dell'Italia in termini di CSR - ha aggiunto Fabrizio Torella, Responsabile delle Attività Sociali di Impresa di FS Italiane -. Abbiamo infatti promosso Gare Européenne et Solidarité, una rete europea di 12 imprese ferroviarie che hanno deciso di mettere a fattore comune le best practices sui temi dell'accoglienza, considerando che le stazioni in tutta Europa sono i luoghi urbani dove maggiormente si concentrano poveri e migranti. Il nostro modello di Help Center, presente in 16 stazioni italiane, è diventato un modello europeo. E' un modo concreto per declinare il concetto di responsabilità sociale, che è ormai patrimonio delle imprese italiane ed europee più evolute".

Sempre secondo il VII Rapporto, a sostenere la spinta virtuosa sono i consumatori, che premiano le aziende più etiche, mentre le istituzioni nazionali sono attese al varco del recepimento della Direttiva UE 95/2014, che dovrà regolare la rendicontazione delle imprese con più di 500 dipendenti in tema di ambiente, politiche di genere, diversità, politiche sociali, anticorruzione.

"Oggi il ruolo professionale dei manager - ha commentato Marcella Mallen, Presidente di Prioritalia, l'Associazione fondata da Manageritalia, Federmanager, Fenda, Fidia, Sindirettivo e CIDA - implica una maggiore responsabilità nei confronti del sociale e la nostra missione associativa va proprio nella direzione di intercettare il lato solidale, generoso e dinamico del management italiano che, se costantemente valorizzato, può avere un impatto positivo nella creazione di leadership civiche e nei processi di accelerazione dell'innovazione sociale".

Ecco in sintesi dati più significativi del VII rapporto sull'impegno sociale delle aziende in Italia:

Più imprese socialmente responsabili: nel 2014, anno di riferimento del precedente rapporto, le imprese che dichiaravano di impegnarsi nella responsabilità sociale d'impresa erano il 73% del campione. Nel VII rapporto questo dato cresce: ad attuare una strategia di CSR è l'80% delle imprese italiane con più di 80 dipendenti.

Risorse investite tornano a crescere: superato l'impatto della crisi economica di questi anni, la cifra media investita nel 2015 è mediamente di 176mila euro, superiore a quella del 2013 dell'11% (investono cifre superiori alla media i settori della finanza, l'industria elettronica e farmaceutica). Più imprese attive in CSR generano una crescita del totale investito del 22% rispetto a due anni fa, per un totale di 1 miliardo e 122 milioni di euro. Anche la previsione relativa al budget dedicato nel 2016 è in aumento (+4% rispetto al 2015).

Quale CSR? Cresce quella per l'ambiente: la scelta del tipo di iniziative di CSR da attuare varia a seconda dei settori produttivi: il finance predilige soprattutto benessere interno e cultura; i trasporti sono attivi soprattutto sull'ambiente; l'elettronica/informatica/telecomunicazioni è più attento a clima interno, ambiente e cultura; la chimica/farmaceutica si focalizza su sviluppo delle comunità locali e cultura; la meccanica predilige attività di CSR per i processi e i prodotti sostenibili; il manifatturiero sceglie maggiormente attività per i processi e prodotti sostenibili e lo sviluppo delle comunità locali; il metallurgico e i servizi dedicano attenzione più verso il benessere interno e l'ambiente.

La CSR ha priorità interne e “locali”: per quanto concerne il terreno prescelto per le proprie attività di responsabilità sociale, a parte l'interno dell'azienda (scelto dall'83% delle aziende) le altre attività di CSR si concentrano in prima battuta sul territorio locale dell'azienda (36%); solo il 9% sceglie di intervenire all'estero. Dunque con la CSR le aziende cercano anche un miglioramento nei propri “rapporti di vicinato”.

L'obiettivo è ancora la reputazione, segue la sostenibilità ambientale: L'interesse al miglioramento d'immagine dell'azienda resta la motivazione principale per puntare su attività di CSR, anche se passa dal 47% dello scorso rapporto al 29% dei dati del 2016; l'attenzione per lo sviluppo sostenibile si afferma invece al secondo posto, con il miglioramento del clima interno che scende al 20% dei voti; in generale i vantaggi fiscali/economici rappresentano una variabile che incide moderatamente sulle motivazioni delle aziende, mentre l'obiettivo di fidelizzare i clienti passa dall'8% al 17%.

La spinta al cambiamento arriva dalle aziende stesse: 20 intervistati su 100 ritengono che i promotori della CSR in Italia siano le aziende stesse, seguite da consumatori (15%) e terzo settore (14%); resta abbastanza residuale e limitato l'impatto delle istituzioni nazionali: le amministrazioni locali sono indicate da 9 intervistati su 100; le Istituzioni nazionali solo da 4 intervistati su 100.

Gli elementi di freno alla diffusione della CSR: elementi di freno agli investimenti sembrano essere la mancanza di incentivi fiscali e la mancanza di risorse economiche; Il 16% segnala anche l'assenza di una cultura manageriale orientata alla CSR e di personale qualificato, mentre il 12% lamenta la mancanza di una qualificazione specifica rintracciabile nel personale. Non a caso, quasi il 70% degli intervistati ritiene che una specializzazione in CSR e/o sostenibilità ambientale possa rappresentare un elemento di distinzione nel curriculum.

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